Equilibri
mostra personale di MOG, Morgana Orsetta Ghini
DUPLEX ART GALLERY
Vico del Fieno 21r.
16123 Genova
tel. 010.25.300.46
INAUGURAZIONE: giovedì 23 marzo 2006, ore 18
DURATA: dal 23 marzo al 19 aprile 2006
ORARI D’APERTURA: dal martedì al sabato, ore 10-13/15-19.30
CATALOGO: Duplex Art Gallery
TESTI: Luisa Castellini
Giovedì 23 marzo Duplex Art Gallery presenta, per la prima volta a Genova, una mostra personale dedicata alla giovane artista romana Morgana Orsetta Ghini, che vive e lavora tra Milano e Pietrasanta.
Dopo essersi confrontata con la fusione del bronzo e la lavorazione del ferro alle Canarie –ove ha trascorso un anno, prima di diplomarsi con lode a Carrara- e aver approfondito la conoscenza del materiale per eccellenza della scultura, il marmo, MOG presenta a Genova un progetto inedito, che costituisce un ulteriore sviluppo della sua ricerca artistica, già presentata in numerose personali e collettive in Italia e all’estero.
L’opera di MOG -acronimo con cui l’artista ama firmare i suoi lavori- si concentra, fin dagli esordi, sul tema antichissimo ma oggi più che mai attuale, della femminilità. Le sue sculture, spesso di grandi dimensioni e destinate agli spazi aperti, gli acquerelli e le opere a tecnica mista –ove il disegno si arricchisce della presenza di scaglie di marmo e di delicati ricami- hanno come punto di partenza e approdo l’analisi della donna nella sua essenza più intima e reale. La lettura e l’interpretazione del sesso della donna diventa, nell’atto creativo di MOG, strumento di riflessione, per riportare l’attenzione sull’eterno femminino come sinonimo di mistero, fonte di vita e rinascita. Ma le forme semplici ed eleganti della scultura di MOG sono, allo stesso tempo, capaci di mettere in scena la condizione tragica in cui vivono -o meglio, sopravvivono- milioni di donne nel mondo, tra violenza e sopraffazione. Ecco, allora, nascere il ciclo Blessures, ove la natura femminile è sopraffatta e mutilata da impietose cuciture in filo nero che, tracciando i confini del continente africano, denunciano la drammatica realtà dell’infibulazione.
In occasione della mostra personale alla Duplex Art Gallery, MOG si è confrontata direttamente con lo spazio. Ha creato un ambiente algido e spiazzante, in cui le normali coordinate spaziali e temporali perdono significato.
Il piano terra della galleria si trasforma in una teca a misura d’uomo: il pavimento è coperto da una sabbia silicea che rende incerto il passo mentre i confini delle pareti sono sfalsati da una copertura specchiante. Al centro della scena, si erge un’unica grande scultura (300x240x150). Nera e lucente, realizzata in vetroresina, è una sorta di summa dei lavori precedenti di MOG, che con quest’installazione ha deciso di far uscire l’opera dai suoi confini e, soprattutto, di far entrare lo spettatore al suo interno. La scultura si pone, infatti, in dialogo con lo spazio e lo spettatore permettendo oltre alla contemplazione, di passarvi attraverso in una sorta di rito catartico. Al piano superiore della galleria, si chiarisce il senso dell’installazione: sulle pareti si dispongono, in apparente disordine, una trentina di teche. Sono gli Equilibri, sculture ove s’incontrano marmo, colore e ricamo, a comporre suggestive epifanie imprigionate nei confini di piccole teche: installazioni, dunque, ma questa volta a misura d’uomo.