Countless Cities la Biennale delle città del Mondo
Farm Cultural Park, Favara
28 giugno – 27 ottobre 2019
www.countlesscities.com
#OP19 è un progetto artistico culturale proposto dal Collettivo OP la cui attuazione è stata deliberata nell’ambito dell’intervento della Strategia Nazionale Aree Interne con l’Unione Montana del Tronto e Valfluvione, il Gal Piceno, e i 16 Comuni coinvolti nella progettazione:
Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Carassai, Comunanza, Castignano, Cossignano, Force, Montalto Marche, Montedinove, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Rotella e Venarotta.
In continuità con il progetto #OP17 Opera dello Svelamento Conoscenza e Rinnovamento delle Acque presso il Lago di Molveno e la 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2018, l’oggetto di #OP19 è realizzare un processo culturale di aggregazione attraverso l’attuazione di alcune residenze artistiche nazionali e internazionali, che lavorino con attori locali, comunità, scuole e associazioni del Piceno lungo la Via Salaria Antica che unisce Paggese a Piedicava, coinvolgendo la sinergia delle fondazioni, collezioni, gallerie, istituzioni culturali nazionali, università, accademie e il patrimonio di conoscenze del territorio.
Tutte queste attività e relazioni si svilupperanno attraverso la realizzazione di un dispositivo:
il Tavolo Palcoscenico dell’Interazione tra Paggese e Piedicava, un tavolo della lunghezza di circa 3,85 km che scatenerà il processo aggregativo e la comunicazione attorno ad esso in un continuo rimando di eventi, laboratori e contenuti che portino a maggior luce le tantissime risorse del territorio. L’intervento è pianificato per il secondo semestre del 2020.
Il Padiglione OP19 si svela attraverso un’onirica porta, lungo l’opera EDEN di MOG che ha avuto origine dai tetti irraggiungibili di Palazzo Miccichè, il Soundscape, il Manifesto Poetico e gli elementi del processo che simboleggiano la forza della rinascita, l’insondabile volontà di resistere e ricostruire, e l’irrefrenabile istinto alla solidarietà umana da cui conseguono le profonde relazioni e connessioni che si inerpicano, spesso invisibili, nel territorio.